




San Valentino Torio, provincia di Salerno. Un nome che fino a pochi giorni fa per molti non diceva nulla. Ma dal 3 al 6 luglio 2025, questa piccola cittadina dell’Agro nocerino è diventata crocevia di cinema, gioventù e passione. Io ho avuto il piacere di partecipare gli ultimi due giorni come accredito stampa all’Outdoor Film Festival, e vi assicuro: qui si è vissuta un’atmosfera che raramente si respira nei grandi eventi patinati.
Organizzato con una cura e un entusiasmo fuori dal comune da Giuliano Squitieri, giovanissimo direttore artistico di soli 22 anni con un background internazionale tra Miami e Liverpool, l’Outdoor Film Festival ha dimostrato che il Sud può essere protagonista, e lo può essere con dignità, qualità e una dose di follia creativa che solo chi ama davvero il cinema può avere.
Un grazie speciale va anche a Chiara Ippolito, che con discrezione e determinazione ha reso l’accoglienza stampa e l’organizzazione impeccabile.
Red carpet e umanità
Il festival ha portato a San Valentino Torio attori di calibro nazionale e internazionale: da Eleonora Gaggero, dolcissima e vicinissima al pubblico («le persone che amori!» mi ha detto con il sorriso più autentico), a Asa Butterfield (di cui è disponibile in allegato il video della mia intervista esclusiva), amatissimo protagonista di Sex Education, che ha parlato con grande lucidità del valore delle relazioni vere che nascono in questi contesti.
Ma il momento forse più caotico (e socialmente rivelatore) è stato l’arrivo di Noah Schnapp, l’indimenticabile Will Byers di Stranger Things , travolto da un’orda di fan in delirio (video in allegato)sul red carpet. Urla, selfie, funko pop, telefonini alzati ovunque: un piccolo assaggio di quanto forte sia ancora il potere dell’immaginario.
Eppure, nonostante le star e il glamour, quello che resta addosso non è la mondanità, ma la semplicità. Il contatto diretto con gli artisti, le risate nei corridoi, le proiezioni serali all’aperto con il profumo delle campagne e la luna che spunta tra le luci del palco.
Il Sud che ce la fa
Il Sud ha bisogno di più spazi così. Di festival che non siano solo vetrine, ma luoghi vivi, attraversati da chi ama raccontare e ascoltare storie. Lo ha detto con lucidità Mauro Lamanna, regista calabrese premiato per Laddove manchi, che nel suo discorso ha ribadito quanto «portare il cinema nelle aree interne» possa ridare speranza e presenza a territori spesso dimenticati.
E non sono mancate emozioni anche da parte di Luca Melucci (Skam Italia) e Sara Lazzaro (DOC, The Young Pope), che hanno sottolineato quanto l’affetto ricevuto qui sia impagabile.
Il cinema è incontro, scambio, verità. Ed eventi come questo dimostrano che non servono tappeti rossi infiniti o sponsor milionari: bastano una buona idea, una squadra che ci crede, e il coraggio di puntare in alto restando ancorati al territorio.
Il cinema è incontro, scambio, verità. Ed eventi come l’Outdoor Film Festival lo ricordano a chiunque abbia ancora voglia di lasciarsi stupire.
È stato un privilegio essere lì, raccontarlo, viverlo.
E quando un evento ti lascia addosso più domande che certezze, più ispirazione che routine, vuol dire che ha funzionato davvero.
Grazie, Outdoor. Alla prossima.
Rosa ha 20 anni, studia Ingegneria Informatica ed è giornalista pubblicista. Vive tra la Basilicata, la Campania e la Calabria, territori che considera parte integrante della sua identità. Appassionata di cinema, coltiva questa passione fin da bambina, grazie a un legame familiare profondo con il mondo dell’audiovisivo.
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